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Articolo
Moshiach Ben Yosef
rabbino
J. Immanuel Schochet |
La tradizione ebraica parla di due redentori, ognuno dei quali
è chiamato Moshiach. Entrambi hanno una parte nell'avvento
dell'era messianica; essi sono Moshiach ben Davìd e Moshiach
ben Yosèf.
Il termine Moshiach senza altri attributi si riferisce sempre al
Moshiach ben Davìd (il Moshiach che discende da Davide),
della tribù di Giuda. Egli è il vero e proprio redentore
finale, che governerà durante l'era messianica. Tutto ciò
che è stato detto finora in questo libro si riferisce a lui.
Il Moshiach ben Yosèf (il Moshiach discendente di Giuseppe)
della tribù di Efraim (figlio di Giuseppe) viene anche chiamato
Moshiach ben Efraim. Egli viene per primo, precede il redentore
finale e lo aiuta in qualità di vicerè.
Il ruolo essenziale del Moshiach ben Yosèf è di
agire come precursore del Moshiach ben Davìd: egli preparerà
il mondo per la venuta del redentore finale. Autori diversi gli
attribuiscono funzioni diverse, alcune delle quali sono perfino
quelle associate normalmente col Moshiach ben Davìd (quali
il raduno dei dispersi, la ricostruzione del Tempio e così
via).
La funzione principale e definitiva attribuita al Moshiach ben
Yosèf è di natura politica e militare. Egli guiderà
una guerra contro le forze del male che opprimono Israele, specialmente
contro Edòm, i discendenti di Esaù.
Edòm è un termine che indica e accomuna tutti i nemici
di Israele, che verranno distrutti dalla progenie di Giuseppe. E'
una profezia dei tempi passati: la casa di Giuseppe sarà
come un fuoco e la casa di Esaù sarà come paglia (Abdia
1, 18); la progenie di Esaù verrà consegnata nelle
mani della progenie di Giuseppe.
Tale confronto finale tra Esaù e Giuseppe era già
stato annunciato alla nascita di quest'ultimo dalle parole della
madre Rachele, che esclamò: D-o ha tolto la mia vergogna
(Genesi 30, 23). Con visione profetica aveva previsto che un "salvatore
unto" sarebbe disceso da Giuseppe e avrebbe rimosso la vergogna
di Israele.
In tale contesto Rachele gli diede il nome di Yosèf,
dicendo: Yosèf li Hashèm ben achèr (mi aggiunga
D-o un altro figlio-ben achèr). L'espressione ben achèr
viene interpretata come ben acharòn shel 'olàm,
"uno che verrà alla fine del tempo del mondo", da cui si
deduce che il meshù'ach milchamà (colui che è
unto per la battaglia) sarà un discendente di Yosèf.
Il risultato immediato di questa guerra sarà disastroso:
Moshiach ben Yosèf sarà ucciso.
E' quanto viene descritto dalla profezia di Zaccaria (12, 10),
che a proposito della tragedia dice: lo piangeranno come si fa per
un figlio unico. La sua morte sarà seguita da un periodo
di grandi calamità: queste nuove tribolazioni saranno la
prova finale per Israele, e subito dopo il Moshiach figlio di Davide
arriverà vendicandone la morte, facendolo risorgere e inaugurando
l'era della pace e della beatitudine eterna.
Questa è in breve la descrizione generale del ruolo del
Moshiach ben Yosèf, il discendente di Giuseppe attraverso
la tribù di Efraim.
Rabbi Sa'adyà Gaon, uno dei pochi ad elaborare il ruolo
del Moshiach ben Yosèf, fa notare che la sequenza descritta
sopra non è definitiva ma contingente. Moshiach ben Yosèf
non deve necessariamente apparire prima del Moshiach ben Davìd,
nè compiere le azioni suddette o morire. Tutto dipenderà
dalle condizioni spirituali del popolo ebraico al tempo nel quale
la redenzione avverrà.
La funzione essenziale del Moshiach ben Yosèf è di
preparare Israele alla redenzione finale, metterlo nelle condizioni
necessarie per aprire la strada attraverso la quale potrà
giungere il Moshiach ben Davìd.
A proposito della redenzione ultima, si dice che se Israele farà
teshuvà, allora verrà immediatamente redento (perfino
prima della data prestabilita per la venuta del Moshiach). Se invece
non compirà la teshuvà, diventerà dipendente
da tale data finale: il Santo, benedetto Egli sia, li renderà
soggetti al governo di un tiranno i cui decreti saranno crudeli
come quelli di Haman, e così facendo Israele farà
la teshuvà e tornerà sul giusto cammino (Talmud Sanhedrìn
97b).
In altre parole, se Israele ritornerà a D-o di propria
scelta rendendosi così degno della redenzione, non ci sarà
bisogno delle prove e delle tribolazioni descritte negli eventi
associati al Moshiach ben Yosèf: Moshiach ben Davìd
verrà direttamente e ci redimerà.
Inoltre, anche se ci fosse bisogno della venuta del Moshiach ben
Yosèf, le conseguenze non devono necessariamente essere così
severe come quelle descritte in precedenza, ma possono essere mitigate
dalle nostre preghiere e azioni meritevoli.
Rabbi Yitzchàq Luria (Arì Zal) fa notare che il discendente
di Giuseppe, il precursore del Moshiach finale, è in effetti
il kissè Davìd (il trono di Davide, cioè del
Moshiach).
Quindi, quando preghiamo quotidianamente durante l'Amidà
"ristabilisci velocemente il trono del tuo servo Davide", dovremmo
riferirci al Moshiach ben Yosèf e pregare D-o affinchè
non debba morire durante le lotte premessianiche. Come tutte le
preghiere, anche questa avrà i suoi effetti.
Di conseguenza, è chiaro che tutto quanto si è detto
a proposito della venuta del Moshiach ben Yosèf non è
parte essenziale e inevitabile della redenzione messianica che stiamo
attendendo. Lo stesso si può dire della guerra di Gog e Magog
che, come gli altri eventi, potrebbe avvenire in modo ben diverso
(o potrebbe essere già avvenuta). Si spiegherebbe così
come mai il Rambam non faccia il minimo accenno all figura del Moshiach
ben Yosèf. Rabbi Sa'adyà Gaon e rabbi Hay Gaon, come
un buon numero di saggi, si riferiscono a lui sia in modo conciso
che dilungandosi in particolari.
Data la divergenza dei modi con i quali i midrashìm e le
interpretazioni si riferiscono al Moshiach ben Yosèf, è
praticamente impossibile presentare una sinossi succinta che vada
oltre quanto già detto.
Quindi, la cosa piò saggia è citare rabbi Chasdai
Crescas che afferma: "Non si può trarre nessuna conoscenza
certa dall'interpretazione delle profezie riguardanti il Moshiach
ben Yosèf, nè dalle affermazioni fatte su di lui da
alcuni gaonìm"; non è dunque utile elaborare ulteriormente
il soggetto.
Tratto dal libro "Il Messia",
pubblicato dalla Lulav
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